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FEAR MARKETING DA PAURA!!!

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FEAR MARKETING DA PAURA!!!

fear marketing

Usare la paura nel marketing funziona?

Avete mai pensato di vendere un prodotto od un servizio ad un cliente SPAVENTANDOLO? Parliamo di fear marketing.

Esatto, avete capito bene. E se pensate questo, non siete né i primi né gli ultimi in effetti. Anzi, è una domanda molto plausibile. Perché? Semplice: la paura è persuasiva e funziona. Come per le altre emozioni, anche la paura può giocare un ruolo nelle fasi d’acquisto di un cliente.

Lea Dunn, della British Columbia’s Sauder School of Business, ha scoperto che le persone quando provano paura o solitudine tendono a sviluppare un inusuale attaccamento al marchio a loro più vicino. Nei suoi studi, Dunn spiega come i consumatori tendono a ricordare, favorevolmente, marchi o brands visualizzati nei momenti di paura. Questo perché, secondo Dunn, le persone nei momenti di paura cercano istintivamente una connessione umana, ma quando questi manca il marchio riempie il gap. Questo a testimoniare che si può creare un engagement col brand anche attraverso la paura.

Inoltre questa teoria viene rinforzata dallo psicologo Dr. Wyatt Woodsmall, il quale spiega che “se riuscite a trovare quale sia il peggior incubo delle persone, ed ad inserirvi nei loro incubi…..faranno di tutto…..per uscire da quella situazione.”

Come funziona…

Paura, Incertezza e Dubbio. Il marketing basato sulla paura funziona perché i consumatori hanno paura di perdersi qualcosa. Se ad esempio si pone una data di scadenza per un’offerta di un prodotto, consapevolizzando i clienti del limite di tempo, questo facilita le vendite. Questo ed altre tattiche di fear marketing possono aiutare il tuo business.

Se usata correttamente, l’utilità della paura nel proprio business può portare a buoni risultati, perché spesso dà alle persone una sensazione di esclusività. Porta le persone a credere che se non agiscono in tempo falliranno nell’ottenere i benefici delle offerte proposte.

Ovviamente il messaggio del fear marketing non è “fallo o muori”, ma “non perderti l’incredibile opportunità di quest’offerta”. Non parliamo di una tecnica di marketing che dev’essere spaventosa o tetra, ma un modo di artcolare creativamente ciò che accadrebbe se una persona non eseguisse una specifica richiesta.

Alcuni Esempi…

  • La Nike con il loro slogan “Just do it”(Fallo e basta) instaura la paura di perdere offerte se i clienti non si muovono in tempo;
  • La l’Oreal con il loro slogan “Perché io valgo” fa perno sull’insicurezza delle persone riguardo al loro aspetto;
  • Il World Wildlife Fund (WWF) utilizza la paura in molte delle loro campagne pubblicitarie contro i cambiamenti climatici per consapevollizare le persone e sollecitare alle azioni;
  • Quasi tutte le pubblicità sulla sicurezza stradale o sul lavoro, fanno leva sulla paura delle persone, consapevolizzandole dei rischi e portandole a seguire le procedure delle norme di sicurezza od a comprare prodotti;
  • La Logitech, che offre servizi di sistemi di video sorveglianza, sfrutta la paura dei propietari di immobili, pubblici e privati, contro i danni causati da terzi, oppure la paura dei genitori che lasciano i figli a casa da soli, etc.;
  • Perfino politici, come ad esempio Matteo Salvini, che utilizza un engagement da paura nella sua strategia social media (ninjamarketing.it);
  • e molti altri ancora…